 
Movimento per la libertà di pensiero e di cura
Secondo il "buonsenso" ufficiale, nessun cittadino italiano sarà mai, a qualsiasi età, sufficientemente maturo per esercitare la libertà di scelta del proprio metodo di cura. Questo luogo virtuale vuole accogliere fatti, suggerimenti ed iniziative che il libero movimento intende divulgare ed intraprendere perché sia riconosciuta all'individuo la vera libertà di pensiero e la libera espressione della sua volontà.
Dicembre 15, 2008
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InfoWar 11 dicembre 2008
OK, esco allo scoperto.
Da sempre non credo al riscaldamento antropocentrico del pianeta, cioè causato dalle attività dell’uomo.
Credo che esso sia un’altra bufala, una teoria che ha poco di scientifico e molto di emotivo/ideologico.
Per una cosa, nella teoria non esiste alcuna componente dovuta a cambiamenti nell’attività solare.
Questo mi sembra a dir poco ridicolo, dato che è il sole che con la sua forza energetica riscalda la terra.
Per me quest’argomento è un altro esempio di come siamo manipolati dall’informazione
proveniente dai media ufficiali.
Quello che è successo, è che i media si sono impossessati della notizia, costruendo un consenso (ignorante delle complessità della Natura) intorno a quella che era all’inizio una semplice speculazione scientifica.
Ora l’evento ha assunto tali proporzioni da essere diventato un dogma non più questionabile che, se ci si oppone, si corre il rischio di essere coperti di ridicolo come se si affermasse che la terra fosse piatta.
Se invece si è uno scienziato, si corre il rischio di essere emarginato professionalmente, se non peggio.
Ma la Verità ed il buonsenso (anche se solo scientifico) si possono ignorare solo per un certo periodo di tempo. Sono quindi lieto che la marea sta cambiando e che ci siano persone competenti che, in numero sempre maggiore, ridicolizzino a loro volta una teoria che di scientifico ha ben poco.
Comunque, il vantaggio che il pianeta ottiene da questa controversia è il fatto che molte più persone si sono consapevolizzate alla complessità e delicatezza energetica di Madre Terra.
Questa consapevolizzazione crea un nuovo senso di protezione verso la nostra unica casa.
Quindi è buono.
L’articolo è in inglese, ma di facile lettura. rinaldo lampis
Continua a Leggere "650 scienziati non credono al riscaldamento globale causato dall’uomo"
mandato da Rinaldo Lampis il Lunedì Dicembre 15 2008
aggiornato il Venerdì Dicembre 19 2008
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Dicembre 12, 2008
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IL FOGLIO
26 giugno 2008
Ai chirurghi italiani piace operare molto (non solo alla Santa Rita)
Un tasso abnorme di cesarei. Tutto rimborsato, pochi controlli futili. Il parere di Volpi.
Roma. Non crimini ma ordinarie disfunzioni.
C’è veramente di che essere sollevati dalle prime conclusioni (ma si aspettano le prossime puntate dell’inchiesta) sulla vicenda della clinica Santa Rita di Milano, declassata da “clinica degli orrori” a clinica, tutt’al più, dei cialtroni?
Lo statistico Roberto Volpi, che al funzionamento della sanità italiana ha dedicato decenni di studi condensati in un libro recente (“L’amara medicina”, Mondadori), dice al Foglio:…“Ma quali omicidi volontari. Qui c’erano medici che operavano quando se ne poteva fare a meno, che tra un intervento semplice e uno più complesso, sceglievano il secondo, perché meglio remunerato”.
…Guardiamo l’esempio più banale: la questione dei parti cesarei, che costano il doppio rispetto al parto normale.
L’Organizzazione mondiale della sanità considera ottimale una percentuale del quindici per cento di incidenza dei cesarei sul totale dei parti, e l’Europa fa crescere quella percentuale al venti, per via dell’età sempre più avanzata delle partorienti nel nostro continente.
Ma in Italia abbiamo il quaranta per cento di cesarei sul totale.
Continua a Leggere "La chirurgia: si fa quando rende molto. Prendi i cesarei…"
mandato da Rinaldo Lampis il Venerdì Dicembre 12 2008
aggiornato il Domenica Dicembre 28 2008
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Di Davide Giacalone
…Quello che sta prendendo forma non è un movimento rivoluzionario (ove mai abbia senso parlare di rivoluzione), ma reazionario.
Molti di questi ragazzi non sono strumentalizzati, sono accecati.
Li sento animarsi perché l’odiosa politica governativa minaccia l’esistenza della loro scuola e della loro università.
Peccato che detta politica sia cosa da poco e che le loro scuole e le loro università è difficile possano fare più schifo di così. Escludo che ad uno studente possa venire in mente di occupare per difendere i maestri doppi (delle elementari), l’educazione civica che nessuno ha mai fatto o le scuole con meno di cinquanta alunni che non si trovano manco per niente in montagna, ma servono a curare interessi clientelari.
Continua a Leggere "La ribellione degli studenti? Un movimento reazionario"
mandato da Rinaldo Lampis il Venerdì Dicembre 12 2008
aggiornato il Lunedì Dicembre 15 2008
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Scritto da Marcello Foa 07 dicembre 2008
Ho sempre nutrito un’istintiva diffidenza per le grandi organizzazioni umanitarie internazionali, con la sola eccezione della Croce rossa internazionale (hummm, perché escluderla? N.D.R.).
Quando ricevi a casa voluminose lettere su carta patinata con richieste d’aiuti, lettere spedite a pioggia, ti chiedi: ma questi soldi non potevano essere spesi in maniera più intelligente?
C’è chi sostiene che il 75% del budget di organizzazioni come l’Unicef finisca in stipendi, uffici, strutture amministrative; dunque solo il 25% verrebbe usato per aiutare le popolazioni bisognose. L’Unicef nega e sostiene che le spese fisse sono di gran lunga inferiori.
Quale sia la verità non lo so, ma qui nel Benin ho provato una sensazione sgradevole.
L’altro giorno sono passato di fronte alla sede Unicef di Cotonou e ho visto schierate diversi Fuoristrada modernissimi, enormi, con una grande antenna sul cofano. Ferme naturalmente.
Continua a Leggere "Quanto serve l’Unicef ai bambini poveri? Quasi niente."
mandato da Rinaldo Lampis il Venerdì Dicembre 12 2008
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Settembre 11, 2008
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Salve a tutti,
Molti di voi sono probabilmente a conoscenza dei cambiamenti positivi che il guaritore spirituale Alex Orbito è in grado di effettuare su una persona, migliorandone il suo aspetto energetico.
Gli individui da lui trattati “energeticamente” in trentacinque anni d’attività, in più di ottanta paesi del mondo, ammontano a oltre un milione.
Al presente sono stati scritti ventidue libri in lingue diverse sull’opera di questo eccezionale “guaritore spirituale”, che al presente annovera tra le persone trattate anche un numero di capi di Stato.
Eppure, l’ottusità di pensiero dei governanti italiani, supportato dalle goffe azioni dei carabinieri del NAS, proibisce l’utilizzo del suo metodo e quello d’altri guaritori spirituali sul territorio italiano.
Tale divieto è unico al mondo.
Pure la Cina, tanto criticata anche in Italia per le restrizione dei diritti individuali dei propri cittadini,
permette ai cinesi la libera esperienza del metodo di Orbito.
Fortunatamente, il pensiero retrogrado dei NAS non è in grado d’influenzare il giudizio di altre nazioni. Al presente, Orbito può essere liberamente raggiunto in un certo numero di paesi europei. Venerdi, sabato e domenica 19-20-21 settembre il guaritore spirituale sarà a Ginevra per sessioni individuali di trattamento energetico. Come la Germania, il cantone svizzero ha addirittura formalizzato ufficialmente l’attività di “guaritore spirituale”.
Tutti coloro che, nel passato, hanno avuto l’esperienza positiva di un incontro con Alex Orbito in Italia sono specialmente invitati agli incontri di settembre. Dopotutto, Ginevra è solo a poco più di due ore da Milano e l’efficacia di Orbito, se possibile, è diventata ancora più forte che nel passato.
Comunque, l’esperienza è altamente raccomandabile per tutti…
rinaldo lampis
8 settembre 2008
NB Per gli interessati, i dettagli sono negli allegati a questa comunicazione.
Essi sono in francese, ma Catherine, l’organizzatrice, parla e scrive in italiano.
guyonvarch@gpmsa.ch
www.noblelife.ch
mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Settembre 11 2008
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Giugno 30, 2008
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Aggiungerei che la prevenzione è una fabbrica della paura che aumenta la possibilità che la persona si prenda una malattia… rl
INTERVISTA Gli screening di massa sono, in larga parte, una nevrosi collettiva.
Che non salvano la vita. Lo afferma il libro di uno statistico sanitario.
Di Daniela Mattalia
Panorama 29 Feb 2008
È quasi una parola magica: prevenzione. Già solo a pronunciarla evoca un senso di tranquillità. Del resto non è forse vero che prevenire è meglio che curare? Che facendo i test per la diagnosi precoce dei tumori, che monitorando colesterolo, trigliceridi, pressione e quant'altro, si allontana il rischio di ammalarsi?
Che le cose, in realtà, stiano in altri termini lo dimostra, cifre alla mano, il saggio dello statistico Roberto Volpi, il quale da oltre 30 anni opera in ambito sanitario. Il suo libro L'amara medicina (Mondadori) ha due sottotitoli eloquenti: «perché il sistema della prevenzione non funziona», «come la sanità italiana ha sbagliato strada».
Gli screening di massa, sostiene Volpi, sono uno spreco di tempo e di risorse.
E non garantiscono la salute.
Cosa l'ha spinta a partire, lancia in resta, in una battaglia antiprevenzione?
Mi sono imbarcato in quest'impresa, dopo anni passati a interpretare dati, perché oggi il problema appare in tutta la sua intensità, anche culturale.
La prevenzione è un problema?
Sì, e lo dimostrano le cifre: tanto più viene organizzata in modo indistinto, tutti a fare test per la diagnosi precoce dei tumori o di altre malattie, tanto meno risulta efficace.
E che cosa dimostrano le cifre?
Prendiamo i tumori, il bersaglio cardine della medicina preventiva.
È vero che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è cresciuta, ma la contabilità delle vittime non ha avuto alcuna flessione. Nel biennio 1980-82 i morti per tumore erano il 23 per cento del totale dei morti, oggi sono oltre il 30 per cento.
Significa una media annua di 40 mila decessi per cancro in più, in Italia, negli ultimi 20 anni.
Continua a Leggere "La prevenzione? Quasi una malattia"
mandato da Rinaldo Lampis il Lunedì Giugno 30 2008
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Giugno 13, 2008
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Ah già, Tienanmen
di Filippo Facci 04 giugno 2008
Le poltrone per indignarsi con Mugabe e con Ahmadinejad sono già tutte occupate: rimanendo in zona Fao, se proprio vi annoiate, potete sempre prendervela con un cinese.
È facile: sono tanti, basta prendere un delegato a caso. Ricordategli che la scorsa notte era il diciannovesimo anniversario del massacro di Piazza Tienanmen, quando il 4 giugno 1989 il regime di Pechino represse nel sangue la protesta di studenti e lavoratori.
Ricordategli che vi furono da 2600 a 3000 morti e un numero imprecisato di feriti, ma che le autorità cinesi, ancor oggi, definiscono quegli eccidi come «sommosse controrivoluzionarie».
Continua a Leggere "Ah già, Tienanmen"
mandato da Rinaldo Lampis il Venerdì Giugno 13 2008
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Giugno 12, 2008
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Ma la fame nel mondo non si batte col foie gras
di Mario Giordano
03 giugno 2008
È da sessant’anni che c’è la Fao.
È da sessant’anni che la Fao organizza i vertici. E nel frattempo la fame nel mondo non solo non è stata sconfitta, ma
ci pende oggi sulla testa come una drammatica emergenza. E allora, con tutto il rispetto dei delegati, delle conferenze, delle cene di gala e della doverosa ospitalità italiana, forse è venuto il momento di chiederci seriamente se questi vertici servono a qualcosa.
Forse è venuto il momento di chiederci anche se la Fao serve a qualcosa. Oltre che, naturalmente, a mantenere schiere di burocrati.
Su un bilancio di 784 milioni di dollari quelli che l'organizzazione internazionale destina direttamente a sfamare gli affamati sono 90 milioni: meno del 12 per cento.
Continua a Leggere "Quel carrozzone della FAO: la fame nel mondo non si batte col foie gras"
mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Giugno 12 2008
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Aprile 8, 2008
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Ci voleva un ministro femmina per usare le minorenni come cavie fonti di profitto.
Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le
loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil
alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran
numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma
virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a
trasmissione sessuale.
L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non,
Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e
dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione.
Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se
per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed
omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase: “Se
tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”.
Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo,
sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale.
Allarmismo del tutto ingiustificato.
Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini
e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle
mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé
è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti.
La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non
comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente
transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è
la situazione più frequente e più probabile.
In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi.
Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel
tempo lesioni (macchie) trattabili.
Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni,
un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi.
Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio
(Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo).
Continua a Leggere "Vaccino antipapilloma HPV: stupro sanitario."
mandato da Rinaldo Lampis il Martedì Aprile 8 2008
aggiornato il Giovedì Aprile 17 2008
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Febbraio 14, 2008
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Gramellini, La Stampa, 8/2/2008
Se qualche politico italiano decidesse all’improvviso di ispirarsi a Barack Obama, potrebbe trovare utile la lettura delle tre righe con cui il senatore dell’Illinois si rivolge su internet agli americani per ottenere finanziamenti:
«Io non vi sto solo chiedendo di credere nelle mie capacità di realizzare il vero cambiamento a Washington. Io vi sto chiedendo di credere nelle vostre».
Sono questi richiami retorici alla responsabilità di ogni individuo che fanno scorrere i brividoni lungo la schiena degli eredi dei pionieri.
Ora, provate a immaginarle pronunciate in Italia davanti a una platea di elettori, magari progressisti, ma sicuramente furenti con lo Stato per i suoi disservizi e con la Casta per i suoi privilegi.
È probabile che a mietere applausi sarebbero i richiami ai diritti e non ai doveri, alle colpe degli altri e non alla necessità di impegnarsi in prima persona.
Continua a Leggere "La responsabilità personale? Un pensiero sovversivo."
mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Febbraio 14 2008
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